All’alba
della dichiarazione di guerra, i soldati italiani della Brigata Pistoia – per
la gran parte emiliani – varcarono il confine all’oscuro di cosa li stesse
aspettando. Non avevano idea di cosa fosse la guerra, né di cosa fosse un
confine né tantomeno il nemico o una trincea. Partivano senza elmetto,
addestrati con tattiche di combattimento vetuste, banda musicale in testa.
Primo
obiettivo snidare quegli austriaci ancora sulla sponda destra dell'Isonzo, per
poter entrare a Gorizia, appena al di là di una tozza collinetta boscosa che
copriva la visuale della città. Quella collinetta boscosa, in realtà fortemente
presidiata, era il Podgora, Calvario di nome e di fatto per quegli uomini, e
prima tomba per centinaia di loro.